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lettera di Giulia Innocenzi a Fausto Raciti

n809125269_794166_83631Caro Fausto,

Come prima lettera che ti indirizzo da Segretario, non posso che porti le mie congratulazioni per la tua elezione, come d’altronde ti ho già espresso telefonicamente. I Giovani Democratici potrebbero costituire una risorsa preziosa per il Pd: per il metodo, superando il sistema di cooptazione ad oggi vigente in Italia per coloro che si affacciano alla res publica – e non solo – e per il merito, portando avanti battaglie necessarie per una Sinistra laica, riformista e progressista. La chiave per realizzare tali aspettative – ambiziose, lo devo ammettere! – è l’autonomia. Se non riusciremo a parlare con una voce che sia quella dei Giovani Democratici, avremo perso la sfida del valore che una giovanile può avere all’interno di un partito.

Espresse le considerazioni su ciò che una giovanile “dovrebbe essere”, devo apporre le mie constatazioni rispetto a quello che la giovanile, ad oggi, ha dimostrato di “essere”. Se il detto “il buongiorno si vede dal mattino” fosse vero, il giorno dei Giovani Democratici si prospetta alquanto fosco. Il mattino in questione, infatti, è la convocazione della prima Assemblea Nazionale, cui saranno chiamati a partecipare mille delegati eletti attraverso le primarie. Abbiamo potuto apprendere ieri, tramite una nota stampa, che l’Assemblea sarà sabato 20 dicembre, dopo giorni di tentennamenti e richieste inascoltate di posticipo. E’ molto chiedere che siano i ragazzi i primi a poter ricevere la comunicazione di una riunione cui sono chiamati loro stessi a partecipare, anziché dover ricevere le informazioni attraverso voci di corridoio? Verrebbe quasi da pensare che sia un metodo per potersi scegliere i delegati da convocare, lasciando gli “scomodi” a casa, considerando che mancano soltanto quattro giorni all’Assemblea. Un’Assemblea convocata, oltretutto, senza che siano stati pubblicati ancora i dati ufficiali delle elezioni del 21 novembre. Capisco bene che occorra “mettere da subito in campo i Giovani Democratici”, ma oggi, che sono stati ufficializzati i risultati di sole due regioni, Lombardia ed Emilia-Romagna, non mi sembra vi sia il rispetto necessario dei principi minimi di democrazia.

Tante sono state le critiche, le contestazioni, le denunce di irregolarità intercorse da tutte le parti da quando si sono tenute le primarie. Non è così che vorremmo vivere la nostra avventura. Vorremmo poter decidere le priorità su cui i Giovani Democratici dovranno lavorare per migliorare il Paese. Una ventata di “giovinezza” – più che anagrafica proprio nel linguaggio, nel metodo e nel tipo di politica cui si vuole dare vita – non potrebbe che giovare a un Paese stanco dei soliti politicanti, che si rimbalzano vicendevolmente la questione morale. Eppure, siamo noi stessi a doverci rincorrere alla ricerca di informazioni, di comunicazioni. Un po’ di trasparenza e di pubblicità, che tanto ci avrebbe reso positivamente nelle settimane scorse – e che ancora attendiamo – non può che aiutarci a cominciare di buon mattino l’avventura politica dei Giovani Dem.

Giulia Innocenzi

I voti non tornano

Dal Quotidinao, La Nazione, il Resto del Carlino del 28 novembre.

I voti non tornano. Il conteggio delle schede delle primarie dei giovani del Pd è sballato e dà risultati contraddittori: l`accusa, pesantissima, è lanciata da Giulia Innocenzi, di area radicale, e dal bindiano Salvatore Bruno, che sono stati battuti da Fausto Raciti nella consultazione di venerdì scorso. Ora pretendono chiarimenti dalla commissione di garanzia del partito dopo una montagna di richieste disattese dal Pd, mentre si allarga la protesta per la dubbia trasparenza della consultazione con le dimissioni in massa arrivate ieri da Cosenza. «Secondo il dipartimento organizzativo del Pd – sottolineano i due `sconfitti` avrebbero partecipato alle primarie 121.623 elettori: con il 77,03 per cento (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dei giovani democratici, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti)».

I RISULTATI, però, non coincidono: «La somma dei voti attribuiti a ogni candidato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla!» scrivono nella lettera aperta ai garanti con la quale si sollecita la pubblicazione dei dati seggio per seggio e città per città, oltre all`accesso alle schede. I siti internet locali del Pd danno loro ragione: a Bari su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle, in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541. Il vincitore Raciti si limita a una replica telegrafica: «Non ho il controllo della macchina organizzativa, si pronuncerà il comitato» dice. A sua volta il dipartimento organizzativo spiega: i dati verranno pubblicati integralmente dopo la controprova richiesta ai territori, a garanzia di maggiore trasparenza delle procedure. E assicura: le schede bianche e nulle non sono ancora state pubblicate, il dato sulla partecipazione alle elezioni è destinato probabilmente a un leggero incremento. «Ma come – s`arrabbia
Giulia Innocenzi – sette giorni dopo non sono più veri i dati di partecipazione alle primarie tanto esaltati da Veltroni? E` ridicolo, c`è qualcosa che non va». Vuol capire di più in quelle «anomalie» dei risultati: 8 mila votanti in Basilicata, il doppio di quelli della Lombardia; 10 mila votanti a Cosenza, solo 900 a Milano dove lei ha vinto. «Chiediamo trasparenza – incalza – garantiscano i fondamentali principi di democrazia».

LA PROTESTA è forte e pare destinata ad estendersi: a Cosenza, dopo giorni di denunce e polemiche, 16 membri eletti nelle assemblee costituenti nazionale e regionale si sono dimessi. Subito dopo sono state
comunicate gli abbandoni anche dei primi dei non eletti, che così non subentreranno ai dimissionari.
«Appare inconcepibile e incomprensibile – scrivono – l`assoluta mancanza di trasparenza che ha contraddistinto tutta la tornata elettorale delle primarie. I giovani calabresi vengono ancora una volta illusi e mortificati nella ricerca di un cambiamento tanto promesso quanto disilluso. La speranza di lavorare per far crescere la propria terra viene frustrata dall`affermarsi di logiche ataviche, dal trionfo del malcostume della vecchia politica». Sorpreso dalla dimissioni si è detto Raciti, che auspica un ripensamento. «Penso – ha commentato – sia un malessere cosentino».

Voti Raciti + Innocenzi + Marini + Bruno = 121.623. Schede bianche e nulle, chi le ha viste?

Dal blog di Giulia Innocenzi

“Chiediamo di poter visionare le schede elettorali per capire come mai i voti non tornino”. Così Salvatore Bruno e Giulia Innocenzi, i candidati alla segreteria nazionale dei Giovani Democratici, che si sono rivolti alla Commissione di Garanzia del Pd dopo aver ricevuto l’ultima segnalazione di irregolarità da un blogger, questa volta riferita proprio ai voti che ogni candidato avrebbe preso a livello nazionale. “Secondo il dipartimento organizzativo del Pd – spiega Innocenzi, che si rifà alla nota stampa del Pd rilasciata il 24 novembre – avrebbero partecipato alle primarie del 21 novembre ‘121.623 elettori. Con il 77,03% (93.68612.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662se si sommano i voti attribuiti a ogni candidato, il risultato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile è che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla!”. Tale dato stride però con i risultati pubblicati in questi giorni spontaneamente dai ragazzi. Secondo i siti internet locali del Pd, solo a Bari, ad esempio, su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle (www.pdbari.it); in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541 schede (www.pdtoscana.it). Dopo la richiesta inascoltata di Innocenzi presentata lunedì all’on. Orlando della “pubblicazione dei dati elettorali seggio per seggio, per rispondere con la trasparenza e la pubblicità alle segnalazioni di irregolarità presentate in tutta Italia dai ragazzi”, Bruno e Innocenzi si rivolgono oggi alla Commissione di Garanzia attraverso una lettera aperta. La richiesta: “la pubblicità dei dati seggio per seggio e città per città e l’accesso alle schede, per capire come mai i dati non tornino. Bruno ironicamente si domanda: “dobbiamo rimandare a settembre il dipartimento organizzativo delle primarie in italiano o in matematica?”

contro il no ideologico, per una vera riforma dell’ università

1120030L’ Obamamania, speriamo che si trasformi in concreto, sta occupando tutti i servizi di informazione distogliendo l’ attenzione da altre occupazioni: quelle nelle università.

Da ieri, a Torino, è occupata anche la palazzina “Einaudi, dove io frequento la maggior parte delle lezioni. Io non amo molto le occupazioni, tantomeno i collettivi, i quali, non essendo votati da nessuno, non si capisce chi dovrebbero rappresentare, nel nome di chi occupino ed a quale diritto; comunque l’ occupazione dell’ Einaudi si svolge in maniera “corretta”: le lezioni si svolgono regolarmente, le aule sono pulite e gli occupanti hanno organizzato anche una maratona didattica, ovvero una serie di incontri su università, lavoro ed altri temi. Giusto così: l’ Onda Anomala non deve cedere alle frange estremiste ma deve mostrarsi maturo contro il “no” ideologico, perciò sì alle occupazioni notturne e nei finesettimana, sì alle lezioni in piazza e no alle occupazioni che bloccano la didattica.

Noi giovani radicali, candidati con Giulia Innocenzi alle primarie dei Giovani Democratici, proponiamo tre riforme possibili per l’ università a costo zero:

  1. Abolizione del valore legale del titolo di studio: Per liberare il lavoro e dare conto al merito. Per liberare le università in una competizione che premi le migliori a beneficio degli studenti.
  2. Peer review: Un sistema che distribuisce i fondi attraverso la valutazione a carico di revisori anonimi. Le università sono così incentivate ad assumere ricercatori e professori capaci di ottenere finanziamenti autonomi e a pubblicare su riviste prestigiose.
  3. Abbattimento dei costi superflui: Via gli amministrativi in eccesso, eliminazione dei corsi di laurea superflui e un deciso no al proliferare delle sedi distaccate (come Asti).

     

spot elettorale di Giulia Innocenzi