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è l’ora del cambiamento

Come scrive oggi il buon Macaluso dalle colonne de “La Stampa” i problemi del Partito Democratico non sono solamente di natura giudiziaria ma ancor più grossi sono quelli di natura politica. ”Nei Paesi europei in cui non c’e’ un grande partito socialdemocratico la sinistra e’ troppo frammentata, come in Italia. Io sono un grande fautore del pluralismo ma, quando si parla di sinistra italiana, qual e’ il punto di riferimento?”. Così si è espresso ieri il premier spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero, nel corso di una conversazione informale con i corrispondenti italiani durante il tradizionale brindisi natalizio al Palazzo della Moncloa. ”In Spagna il Partito socialista ha il 44% dei voti – ha osservato il premier – abbraccia una piccola parte del centro e quasi tutta la sinistra”. La situazione del centro sinistra mi fa stare male, ogni giorno peggio e non penso proprio che la suluzione ai mille problemi arriverà a breve termine. L’ ottusità della classe dirigente del Partito Democratico sembra non avere limiti e, conspevole di questo, ho deciso di scrivere questo post nella speranza che qualcuno lo legga, che qualcuno mi ascolti e nella speranza di riuscire a trasmettere le mie convinzioni anche ad una persona sola. Noi Radicali lo diciamo da tempo che così non può andare, il PD deve essere qualcosa di diverso, di molto diverso, perchè non può un partito che si dice riformista e che pretende di rappresentare il pensiero progressista italiano tenere al proprio interno tutto ed il contrario di tutto, non può un partito di sinistra, che dovrebbe essere laico mettersi dalla parte della CEI e difendere i contributi alle scuole private e clericali nel momento in cui si fanno pesanti tagli alla scuola pubblica, non possono postcomunisti e postdemocristiani rappresentare la sinistra liberale e socialista di cui tutti i paesi europei sono dotati, di cui l’Italia ha bisogno. Zapetero non ha vinto le elezioni per due legislature di seguito proponendo un programma che guarda la centro democristiano, si lasci fare i conservatorismo al Popolo della Libertà e il PD assuma il suo ruolo con chi ci sta; Zapatero ha vinto con una politica fortemente laica, socialista, liberale e radicale, altrimenti quale alternativa sarebbe stato al centrodestra spagnolo, perchè gli elettori avrebbero dovuto sceglierlo se non avesse rappresentato il cambiamento? Lo stesso cambiamento in cui fa sperare Barack Obama, che si candidò alle primarie con pochissime speranze di vincere, per diventare poi il presidente  degli Stati Uniti d’ America: la forza di Obama  non è stata la pelle nera ma quella di proporre un programma politico ben preciso, di cambiamento ed è arrivato là dove nessuno si immaginava potesse arrivare, nonostante le accuse di essere un marxista ed un terrorista. La mancanza di un programma chiaro porta alla deriva il partito di fronte ai problemi giudiziari: ora che si parlerà di riforma della giustizia quele sarà lalinea del PD? Un semplice e dipietresco “no!” oppure un serio confronto e magari la proposta di valide alternativa alla linea del PdL? Il PD adotti un programma decisivo, laico, liberalsocialista e di sinistra, si riguardi i 31 punti che furono della Rosa nel Pugno, e che vi propongo qui di seguito, o firmerà la sua condanna a morte.

1 – Divorzio breve: semplificazione delle procedure e riduzione dei tempi per l’ottenimento del divorzio.
2 – PACS/coppie di fatto: istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, senza assimilarle all’istituto del matrimonio. Possibilità di regolare per via contrattuale alcuni profili della vita in comune.
3 – Droga: riforma del testo unico sugli stupefacenti. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera; uso terapeutico della marijuana. Revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe.
4 – Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva: possibilità di ricorso all’aborto farmacologico; facilitazione dell’accesso ai metodi contraccettivi e della pillola del giorno dopo.
5 – Ricerca scientifica e fecondazione assistita: libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico.
6 – Eutanasia e testamento biologico: legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.
7 – Prostituzione: legalizzazione, regolamentazione e controllo.
8 – Nuova rete di sicurezza sociale: intervento sull’attuale sistema di ammortizzatori sociali, con politiche attive del lavoro per favorire lo spostamento di risorse da settori e da imprese in declino a settori e a imprese con prospettive di sviluppo. Forme di sostegno alle persone, diverse da quelle che trasformano il sussidio di disoccupazione in un incentivo al lavoro nero.
9 – Nuove norme sulle politiche della ricerca/Università e ricerca: maggiore libertà alla ricerca scientifica sul “modello Blair”. Holding pubblica/privata per la ricerca applicata e sostegno pubblico per la ricerca di base.
10 – Università-ricerca: abolizione del valore legale del titolo di studio.
11 – Scuola primaria e secondaria: mantenimento del valore legale dei titoli di studio; rispetto del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato.
12 – Ordini professionali: riforma in senso liberale delle norme per l’accesso alle professioni.
13 – E-democracy:
- delega al Governo per l’introduzione del voto elettronico con la previsione di procedure di controllo pubbliche, ripetibili e verificabili dei relativi sistemi informatizzati, per la disciplina della sottoscrizione per via telematica delle liste elettorali, delle candidature e dei referendum popolari;
- delega al governo per la messa in rete di atti e attività istituzionali. Norme in materia di trasparenza degli atti comunali e istituzione dell’albo pretorio telematico;
- elaborazione di progetti nazionali e partecipazione a progetti internazionali per la digitalizzazione di archivi e biblioteche;
- il materiale pubblico – inclusi gli archivi istituzionali e della RAI – deve essere liberamente divulgabile (licenze creative commons o similari ) e i lavori istituzionali accessibili anche in modalità peer-to-peer;
- “libertà di parola”: investimenti e iniziative di adeguamento normativo per mettere a disposizione gratuitamente strumenti e tecnologie che aiutino i disabili nella comunicazione e nell’acquisizione e produzione di informazioni; aggiornamento della base di dati relativa alle strumentazioni informatiche e investimenti per mettere a disposizione gratuitamente le nuove tecnologie relative all’ausilio per i disabili;
- libertà di lettura: garantire la disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti;
- libertà in rete: abolizione della legge Urbani sulla criminalizzazione del peer-to-peer;
- no alla brevettabilità del software, sul quale comunque può essere fatto valere il diritto d’autore;
- libera conoscenza e creatività: abolizione della SIAE e ridefinizione paritaria del ruolo di autori; ed editori nella politica di gestione dei diritti sulle opere dell’ingegno e riduzione a 20 anni dei tempi dei diritti d’autore;
- adozione dei principi della “dichiarazione di Messina” e della “dichiarazione di Berlino” sull’accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico.
14 – Promozione globale democrazia: sostegno all’iniziativa della Community of democracies (verso l’”Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie”) impegno italiano a finanziare il Democracy Fund delle Nazioni unite, anche per candidare Roma a far parte del Board of Directors del Fund stesso.
15 – Basta soldi ai dittatori: aumento del budget della cooperazione italiana allo sviluppo (prima fase: fino all’obiettivo dello 0,33%, e poi fino allo 0,7%), e contestuale messa in discussione di tutti gli accordi con i paesi che non rispettino le clausole su libertà e democrazia, diritti umani e civili. No alle politiche di embargo poiché il commercio favorisce la conoscenza reciproca degli stili di vita e delle culture, minando alla radice le società chiuse e autoritarie.
16 – (Italian and) European endowment for democracy: (fondo italiano e) fondo UE di sostegno alla promozione globale della democrazia sul modello del National Endowment for Democracy
17 – Armi di attrazione di massa: attività italiana ed europea per lo stanziamento, nei bilanci della Difesa, di fondi per attività radiofonica, televisiva e telematica a favore della promozione globale della libertà e della democrazia, nell’ambito di un progetto di graduale conversione delle spese e strutture militari in spese e strutture civili.
18 – Democrazia e mondo arabo: sostegno alle attività della società civile per la promozione della democrazia in Medio Oriente e in Africa. Lotta alle mutilazioni genitali femminili.
19 – Moratoria universale pena morte: rilancio della campagna per la moratoria, a partire dalla “coalizione africana”.
20 – Tribunale penale internazionale: sul piano interno, adeguamento normativo italiano allo Statuto della Corte; sul piano internazionale, sostegno all’operatività effettiva della giurisdizione internazionale.
21 – Politica Agricola Comune: graduale superamento delle politiche di sovvenzione, eliminando i sostegni ai prezzi a favore di misure limitate a sostegno dei redditi degli agricoltori ai fini della difesa del territorio. Eliminazione delle barriere ai prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo.
22 – Mezzogiorno: ripristino della legalità e contrasto del familismo amorale come criterio base per valutare le politiche specifiche a favore dello sviluppo. Rifiuto dell’assistenzialismo e organizzazione di servizi efficienti e promozione di infrastrutture utili per la formazione del lavoro e la crescita dell’attività imprenditoriale.
23 – Monitoraggio politico-elettorale: monitoraggio pre-elettorale ed elettorale del voto politico in Italia (inclusa la questione delle firme pre-elettorali).
24 – Amnistia
25 – Limitazione dell’obbligatorietà dell’azione penale
26 – Responsabilità civile dei magistrati
27 – Separazione delle carriere tra giudice terzo e pubblica accusa
28 – Carcerazione preventiva: norme dirette a evitare che diventi un’irrogazione preventiva della pena.
29 – Sistema sanzionatorio: attuazione effettiva della finalità rieducativa della condanna.
30 – Sistema elettorale CSM: riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, compreso il sistema elettorale, per evitarne la politicizzazione. A tal fine si può ipotizzare un’elezione singola per ciascun membro che scada in tempi diversi.
31 – Politiche di difesa del territorio: riassetto idrogeologico; recupero dei centri storici; sviluppo dei Parchi; tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; politiche di prevenzione dei danni derivanti da gravi eventi naturali (a partire dall’emergenza Vesuvio); nuova politica sull’edilizia (la “rottamazione degli immobili” evocata da Aldo Loris Rossi).


bravo Walter!

Sinceramente avevo molti dubbi sulla manifestazione che si è svolta oggi, la trovavo di scarsa utilità e vuota di argomenti. Ho avuto torto e Veltroni, con una buona dose di culo, ha fatto la mossa giusta: con “buona dose di culo” intendo dire che la manifestazione di oggi è stata sicuramente caricata di significato grazie alla protesta contro la legge Gelmini sulla scuola, l’ Onda Anomala è arrivata fino al Circo Massimo. Questa manifestazione ha finalmente sancito la nascita del grande Partito Democratico, il suo popolo si è mostrato, il PD non è solo più una sigla o un simbolo ma ora ha una base, per lo meno oggi si è potuta constatare. La bella mossa del segretario ha anche rafforzato la sua leadership, chissà in quanti, anche all’ interno del PD, speravano che oggi ci fossero 4 gatti per delegittimarlo…

Brava anche Giulia Innocenzi, che non rispettando la linea ei Radicali Italiani, ha partecipato alla manifestazione di oggi, perchè è questo che deve essere il PD, la casa di tutti i riformisti.

un PD più democratico

L’ intervista di ieri sera di Walter Veltroni da Fabio Fazio mi ha dato altri due buoni motivo per candidarmi alle primarie dei Giovani Democratici. Sono state due le affermazioni importanti, nel bene e nel male, del segretario. La prima la riportano tutti i giornali stamattina ed è quella relativa alla fine dell’ alleanza con l’ Italia dei Valori, era ora! Questo pseudopartito è molto lontanto dal gergo democratico e lo dimostra il fatto che il suo segretario non è mai stato votato ad un congresso ed anzi un vero e proprio congresso dell’ IdV non c’è mai stato; in più la bandiera dell’ onestà tanto sventolata dai dipietristi non può essere portata così alta dato che Antonio Di Pietro non ha rispettato il patto preelettorale col PD, ovvero quello di formare un unico gruppo parlamentare, e poi si vuole ricordare il senatore De Gregorio, che appena eletto con l’IdV nel 2006 passò dall’ altra parte della barricata? Su molti temi poi Di Pietro è sicuramente più di destra che di sinistra.

La seconda affermazione importante di Veltroni è quella negativa,: alla domanda sulle elezioni non ancora avvenute da parte del Parlamento di un membro della Corte Costituzionale e del presidente della commissione di vigilanza RAI egli ha risposto che gli italiani sono preoccupati per altro… E con questo? Molti italiani non sanno neanche cosa sia la Corte Costituzionale ma ciò non vuol dire che essa non sia importante, la politica si deve abbassare al livello di ignoranza del popolo medio? Allora facciamo moderare i faccia a faccia da Cucuzza e perchè non far sedere il Presidente del Consiglio sul trono della De Filippi?. Riporto il commento di Marco Pannella: “Sul mancato adempimento costituzionale deplorato dal Presidente della Repubblica, dalla maggioranza assoluta dei parlamentari italiani, oltre che con la lotta di noi Radicali, Walter Veltroni ha stasera dichiarato – con due giorni di ritardo su Silvio Berlusconi – : “Credo che gli italiani siano preoccupati per altro”. Annotiamolo. Sembra una dichiarazione di un leader di Partito Qualunquista, piuttosto che “Democratico”.”

Il PD non deve nè rincorrere Di Pietro nelle piazze con manifestazioni inutili come quella che ci sarà il 25 ottobre nè Berlusconi sul populismo ma piuttosto deve dimostrarsi capace di diventare la grande casa dei riformisti di sinistra: un partito laico, socialista e liberale che si riconosca in quel che fu ilPartito d’ Azione ed è per questo che c’è bisogno dei Radicali, che già nel 1994 portavano nel simbolo della Lista Pannella la dicitura “per il Partito Democratci” ed anche dei compagni del PS (quelli che sono rimasti).

Io intanto sono candidato all’ assemblea regionale dei Giovani Democratici ed appoggio la candidatura radicale di Giulia Innocenzi alla segreteria… forse servirà a muovere qualcosa.

nuove prospettive

Con questo post voglio annunciare  definitivamente la mia uscita dal Partito Socialista: i motivo sono tanti, in parte ve li ho già spiegati dall’ abbandono della linea laica di Boselli fino alle politiche del nuovo segretario Nencini ovvero il continuare ad inseguire un’ alleanza con l’ UDC, le parole di apprezzamento verso il lodo Alfano etc. Mi iscrissi al PS nella speranza di veder ricostituirsi la “Rosa nel Pugno” ma ora tutto ciò è altamente improbabile se non impossibile quindi non vedo più il motivo di aderire ad un partito che è già stato abbandonato da alcuni dei suoi costituenti come Boselli, Angius e Grillini.

Ora l’ unica tessera che ho in possesso è quella dell’ Associazione Radicale “A. Aglietta” di Torino e non escludo di aderire anche ai Radicali Italiani dopo il congresso che si terrà dal 30 ottobre al 2 novembre. Per quanto riguarda le battaglie radicali da portare avanti c’è sempre quella della costruzione di un PD veramente democratico ed è per questo che la radicale Giulia Innocenzi si è candidata alla segreteria dei Giovani Democratici e, prorpio ieri, mi è stato chiesto di candidarmi nella provincia di Asti nella sua lista. Non ho ancora deciso: non amo molto le organizzazioni giovanili (infatti i Radicali non ce l’ hanno) e non avrei molto tempo per fare campagna elettorale ma se questo può servire per portare un po’ di aria radicale anche ad Asti bne venga…