Dal Quotidinao, La Nazione, il Resto del Carlino del 28 novembre.
I voti non tornano. Il conteggio delle schede delle primarie dei giovani del Pd è sballato e dà risultati contraddittori: l`accusa, pesantissima, è lanciata da Giulia Innocenzi, di area radicale, e dal bindiano Salvatore Bruno, che sono stati battuti da Fausto Raciti nella consultazione di venerdì scorso. Ora pretendono chiarimenti dalla commissione di garanzia del partito dopo una montagna di richieste disattese dal Pd, mentre si allarga la protesta per la dubbia trasparenza della consultazione con le dimissioni in massa arrivate ieri da Cosenza. «Secondo il dipartimento organizzativo del Pd – sottolineano i due `sconfitti` avrebbero partecipato alle primarie 121.623 elettori: con il 77,03 per cento (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dei giovani democratici, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti)».
I RISULTATI, però, non coincidono: «La somma dei voti attribuiti a ogni candidato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla!» scrivono nella lettera aperta ai garanti con la quale si sollecita la pubblicazione dei dati seggio per seggio e città per città, oltre all`accesso alle schede. I siti internet locali del Pd danno loro ragione: a Bari su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle, in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541. Il vincitore Raciti si limita a una replica telegrafica: «Non ho il controllo della macchina organizzativa, si pronuncerà il comitato» dice. A sua volta il dipartimento organizzativo spiega: i dati verranno pubblicati integralmente dopo la controprova richiesta ai territori, a garanzia di maggiore trasparenza delle procedure. E assicura: le schede bianche e nulle non sono ancora state pubblicate, il dato sulla partecipazione alle elezioni è destinato probabilmente a un leggero incremento. «Ma come – s`arrabbia
Giulia Innocenzi – sette giorni dopo non sono più veri i dati di partecipazione alle primarie tanto esaltati da Veltroni? E` ridicolo, c`è qualcosa che non va». Vuol capire di più in quelle «anomalie» dei risultati: 8 mila votanti in Basilicata, il doppio di quelli della Lombardia; 10 mila votanti a Cosenza, solo 900 a Milano dove lei ha vinto. «Chiediamo trasparenza – incalza – garantiscano i fondamentali principi di democrazia».
LA PROTESTA è forte e pare destinata ad estendersi: a Cosenza, dopo giorni di denunce e polemiche, 16 membri eletti nelle assemblee costituenti nazionale e regionale si sono dimessi. Subito dopo sono state
comunicate gli abbandoni anche dei primi dei non eletti, che così non subentreranno ai dimissionari.
«Appare inconcepibile e incomprensibile – scrivono – l`assoluta mancanza di trasparenza che ha contraddistinto tutta la tornata elettorale delle primarie. I giovani calabresi vengono ancora una volta illusi e mortificati nella ricerca di un cambiamento tanto promesso quanto disilluso. La speranza di lavorare per far crescere la propria terra viene frustrata dall`affermarsi di logiche ataviche, dal trionfo del malcostume della vecchia politica». Sorpreso dalla dimissioni si è detto Raciti, che auspica un ripensamento. «Penso – ha commentato – sia un malessere cosentino».


